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eat out

Che cosa cosa ha a che fare il viaggio con la ristorazione? che cosa ci spinge a scegliere un locale piuttosto di un altro e magari a tornarci una seconda o terza volta? Quello di cui vorrei scrivervi oggi è il momento rivoluzionario che sta vivendo tutto il settore. Soddisfare il palato non è più sufficiente, la percezione del gusto si fonde e confonde con l'arte, la musica, l'architettura in una molteplicità che stordisce e arricchisce tutti i sensi. L'atto del consumare cibo e bevande in un locale si trasforma in esperienza da vivere, assorbire, annusare, respirare oltre che gustare e condividere. Ecco che una serata fuori può trasformarsi in viaggio sensoriale da ricordare...perchè se vera è l'affermazione biblica che "non di solo pane vive l'uomo..." il seguito è sicuramente che si nutre anche delle atmosfere, delle luci, degli odori che preannunciano sapori.

Vi elenchiamo alcuni spazi ibridi del gusto che ben si prestano a far viaggiare i sensi..

Succede al KARRIERE DI COPENHAGEN * , disco-bar e ristorante insieme. Qui l'artista OLAFUR ELIASSON ha progettato enormi lampade prismatiche a forma di occhio che di giorno catturano la luce esterna per trasformarsi in lampadine nella notte. Queste luci che creano un'atmosfera surreale convivono con il nido meditativo color porpora della lounge firmato dal visionario Ernesto Neto e le dissacranti statuette iconiche di Maurizio Cattelan, uno degli artisti italiani più quotati.

Da provare anche l'originale idea dei DUS ARCHITECTEN * con base ad AMSTERDAM. Nei loro MUGS DINNER la cena può svolgersi anche su un tavolo che, attraversando una finestra del pianterreno, unisce il marciapiede al salotto, l'interno e l'esterno cercando di far dialogare la dimensione pubblica della strada con quella privata delle case.

Tra i cosìddetti temporary restaurants, spazi provvisori che restano aperti solo pochi giorni, menzioniamo il BAR ALCOHOLIC ARCHITECTURE * ideato dai due cuochi londinesi Bompas & Parr. Il locale è diventato famoso per un esperimento curioso: la nebulizzazione dei cocktails nell'aria respirata dai clienti. Un'inalazione di circa 30 minuti corrisponde al classico drink.

Oppure ancora: un'esperienza "DANS LE NOIR"? per entrare in questo curioso locale dovrete lasciare all’esterno qualsiasi possibile fonte luminosa, dagli accendini ai cellulari ed ai dispositivi elettronici, e proverete la curiosa esperienza sensoriale di mangiare in una sala completamente buia, senza poter osservare l’aspetto di quello che state gustando.
Il locale offre quattro differenti “menù a sorpresa”, con prezzi che variano dai 37 ai 47 €, e con la possibilità di scegliere alternative vegetariane alle pietanze.
Lo staff di camerieri è inoltre composto interamente da persone non vedenti, in grado di muoversi più facilmente in una sala in cui non esiste alcuna fonte di luce.
Per ora Dans Le Noir esiste solo a Londra ed a Parigi, ma l’estrema popolarità di questa iniziativa lascia presagire l’apertura di altri locali nel resto d’Europa.

* citati da G. Ossola su " A cena fuori" CA n. 5 2010 allegato in edicola al Corriere della Sera del 16 ottobre

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