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Il mio viaggio a Berlino

E' un freddo pungente quello che ci accoglie al nostro arrivo a Berlino. Per noi che abitiamo in provincia, Berlino sembra una città sconfinata, un pezzo di mondo più che una metropoli. La prima cosa che colpisce è la vastità degli spazi. I viali non sono solo lunghi ma molto larghi, le strade brulicano come in una qualsiasi altra capitale europea, ma nonostante la neve sia scesa e continui a scendere copiosa, non c'è traffico congestionato. L'estensione spaziale è ulteriormente valorizzata dai palazzi, molto alti, i quali sembrano aver ereditato la vocazione gotica della città.

Berlino sotto la neve è molto suggestiva. Superato lo choc di un freddo siberiano al quale noi non siamo abituati, resta l'incanto di una città che nel mio immaginario almeno, è prorio rappresentata dalle sue grandi piazze gelate e dai viali che sembrano sospesi e ibernati in un freddo senza tempo. 

Il nostro viaggio a Berlino è durato cinque giorni. Troppo pochi non soltanto per visitarla ma anche solo per iniziare a capire quale direzione questa metropoli in continuo movimento, stia inseguendo. E qui la mia prima sorpresa. Immaginavo e tanto avevo letto in merito alle avanguardie berlinesi, credevo così di incontrare una città semplicemente innovativa sotto tutti i punti di vista: artistico, culturale, musicale. E invece...Berlino è si evoluzione ma anche e sopratutto una città che non dimentica e non vuole dimenticare il suo passato, ricorda e vuole far ricordare. A molti turisti potrebbe sembrare un modo semplice e scontato per attirare l'attenzione, la mia sensazione è stata invece quella di una città molto consapevole del ruolo di grande protagonista della storia moderna, con tutti gli errori e le tragedie di cui è stata carnefice e vittima allo stesso tempo. E tutto questo bagaglio culturale non è soltanto appannaggio delle generazioni che l'hanno vissuto in prima persona, ma è qualcosa che appartiene ai giovani che sembrano incarnarlo geneticamente, che ne sono stati indirettamente colpiti o anche solo perchè di questa inconsapevole memoria vanno a ricercare le radici più profonde.

In una serata più fredda del solito, abbiamo fatto visita al Tacheles, uno dei simboli di controcultura della Berlino alternativa, anarchica e anticonformista. Un grande centro sociale nel quartiere Mitte. In questa art house è stato sorprendente incontrare la voce non soltanto di "artisti contro", tutto, tutti e a tutti i costi ma di tanti giovani artisti che hanno storie da narrare, contenuti da trasmettere. A Berlino è come se la storia volesse essere visibile a tutti, con il lavoro di tanti talvolta originali artisti così come nei numerosissimi musei sparsi per la città, alcuni dei quali vi vado ad elencare:  

ALLIIERTEN MUSEUM: Il museo delle forze alleate ripercorre la storia della Berlino divisa, dalla fine della Seconda Guerra mondiale fino al ritiro definitivo delle truppe alleate dalla città nel 1994. Offre una panoramica esaustiva del punto di vista occidentale sulla Guerra Fredda, ed espone numerosi cimeli dell’epoca.

 

DDR MUSEUM: Il museo della DDR è molto giovane, esiste soltanto dal 2006, ma è già tra le esposizioni più visitate della città. La collezione raccoglie oggetti e testimonianze relative alla vita quotidiana ai tempi della Repubblica Democratica Tedesca, e il museo si presenta con una struttura molto moderna e coinvolgente: la mostra è interattiva, il visitatore può toccare gli oggetti ed entrare negli spazi ricostruiti come interni dei tempi andati.

 

DENKMAL FÜR DIE ERMORDETEN JUDEN EUROPAS: Il controverso “Monumento agli Ebrei assassinati d’Europa”, noto come “Monumento all’Olocausto”, è il più grande memoriale di Berlino per la commemorazione delle deportazioni ed assassinii perpetrati dal regime nazista ai danni del popolo ebraico. Si trova in pieno centro, tra la Porta di Brandeburgo e la Potsdamerplatz, e il centro di documentazione al di sotto del monumento ripercorre gli orrori dell’olocausto e fornisce approfondimenti e testimonianze sul momento più buio della storia della Germania.

DEUTSCHES HISTORISCHES MUSEUM: Il museo di storia tedesca racconta quasi anno per anno tutte le vicissitudini della nazione, da quando la landa Brandeburgo era una periferica regione dell’impero Franco fino alla nuova Germania unita del Ventunesimo secolo. L’esposizione è precisa ed accurata e raccoglie reperti, cimeli e testimonianze di ogni epoca, affiancata da esposizioni temporanee incentrate su diversi temi della storia tedesca.

GEDENKSTÄTTE BERLIN - HOHENSCHÖNHAUSEN: Uno dei più cupi luoghi dell’orrore di Berlino: le prigioni della Stasi, il servizio segreto della Germania est. Oggi sono sede di una fondazione e centro di documentazione sulla vita carceraria, i metodi di interrogazione e le condizioni disumane cui gli oppositori al regime erano sottoposti.

GEDENKSTÄTTE DEUTSCHES WIDERSTAND: Il memoriale alla resistenza tedesca si trova nel Bendlerblock, un complesso architettonico d’inizio secolo (20mo) che ospitava, durante la seconda Guerra Mondiale, il comando superiore dell’esercito e della marina militare -oggi, accanto al memoriale, il Ministero della Difesa. Il conte Von Stauffenberg era un ufficiale dell’esercito tedesco, e fu l’attuatore del complotto “Valchiria” che cercò di eliminare Hitler il 20 luglio del 1944. Stauffenberg e molti complici furono uccisi meno di 24 ore dopo il fatto proprio in questo luogo, che commemora loro e i moltissimi civili e militari tedeschi che compirono tentativi di rivolta e resistenza al regime nazionalsocialista.

GEDENKSTÄTTE UND DOKUMENTATIONSZENTRUM BERLINER MAUER: La Bernauerstrasse corre in direzione est-ovest e separa per alcuni chilometri i quartieri di Mitte e Wedding: ai tempi della Berlino divisa uno dei suoi lati apparteneva alla DDR, l’altro alla BRD. Il memoriale al Muro di Berlino racconta in loco la storia della “Barriera di protezione antifascista” con documentazioni scritte, audio e video, e offre dall’alto della struttura la visuale dall’alto del Muro e della striscia della morte, che dal lato est rendeva la barriera ancora più invalicabile.

HAUS DER WANNSEE - KONFERENZ: In questa bella villa d’inizio secolo si tenne il 20 gennaio del 1941 la conferenza che doveva definire i dettagli della “Soluzione finale della questione ebraica nei territori del Reich”. Un pugno di ufficiali e funzionari nazisti si riunirono per dare il via alla deportazione e annientamento di undici milioni di ebrei. La mostra delinea il percorso che portò alla decisione di una soluzione finale, i dettagli della conferenza e le sue disumane conseguenze.

HUGENOTTENMUSEUM: Il museo degli Ugonotti si trova nel Duomo Francese, nella splandida cornice del Gendarmenmarkt. L’esposizione racconta la storia del protestantesimo in Francia e della consistente comunità che a cavallo tra il 17mo e il 18mo secolo lasciò la patria per emigrare, invitata dal granduca di Brandeburgo, verso Berlino.

MAUERMUSEUM: Il Museo del Muro presso il Checkpoint Charlie è il primo museo che sia stato dedicato al Muro di Berlino, aperto già nel 1963. La collezione illustra il funzionamento del “sistema di protezione dei confini migliore al mondo”, cioè proprio del Muro di Berlino, e i vari tentativi perpetrati dai cittadini per eludere questo sistema. Sono esposte documentazioni di quegli anni e cimeli dei tentativi di fuga vittoriosi.

STASIMUSEUM: Il Museo della Stasi, il servizio segreto della Germania est, occupa le sale dell’ex Ministero per la sicurezza interna della DDR. L’esposizione mostra gli uffici dei più alti funzionari di quest’organo, espone le tecniche di controllo sulla popolazione e i loro strumenti, oggetti tecnologicamente molto avanzati sviluppati dagli anni Settanta in poi per scovare ogni forma di dissenso. Anche i diversi tentativi di dissidenza al sistema e la loro sistematica soppressione sono qui documentati.

STIFTUNG TOPOGRAPHIE DES TERRORS: La Topografia del Terrore occupa uno spazio del terrore: nelle cantine dell’ex quartier generale delle SS e prigioni della Gestapo, ridotte ormai a sole pareti, una mostra ripercorre le azioni e i metodi della repressione ai tempi del nazionalsocialismo. I dissidenti interni, quelli dei Paesi occupati, gli orrori ai quali venivano sottoposti e la sistematica soppressione di qualunque forma di resistenza.

E' una città per riflettere Berlino, per divertirsi, per avere la sensazione tangibile che tolleranza e convivenza tra "diversi" è non solo possibile ma auspicabile, per intrattenimenti culturali e per lo shopping alternativo. Una città meravigliosa, spero di ritornarci presto! 

 

 

Berlin Tacheles


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